Stefania Rizzo

 

Stefania Rizzo vive in un piccolo paesino nebroideo: Frazzanò (ME) ancorato da tante tradizioni culturali e popolari; da qui nasce e coltiva l’importanza di diffondere, soprattutto alle nuove generazioni, il senso della cultura e della lingua siciliana; dopo aver studiato e laureatasi alla Facoltà di Scienze dell’educazione e formazione, (ME) oltre che impegnarsi per diventare una buona insegnante, mette al centro di tutto l’esperienza: dedicandosi a lavorare presso centri estivi con bambini, all’assistenza di disabili e anziani, convinta che il lavoro e l’attenzione verso i più piccoli e di chi ha maggiormente bisogno di attenzioni, sia anche un modo non solo di rispondere alle necessità concrete di una persona, ma anche un bagaglio prezioso di arricchimento culturale, oltre che di insegnamento e diffusione di quest’ultima.

 

Inoltre, in questi anni si è dedicata e impegnata nel suo lavoro di insegnate, visto anche come occasione per trasmettere ai ragazzi l’importanza delle tradizioni oltre che il rispetto della “cultura” e delle varie culture in tutti i suoi aspetti e sfumature.

 

Di animo sognante e amante delle cose semplici e vere capì che il rifugio verso la poesia era un modo per esprimere al meglio le sensazioni dell’animo e di espressione; ma solo dopo aver frequentato un corso di lingua e cultura siciliana organizzato e presieduto dal caro e stimato maestro Li Voti, maestro e cultore di lingua siciliana, iniziò quasi per caso a diffondere e perfezionare le sue poesie, sia in vernacolo che in italiano, iniziando così anche a partecipare ai primi raduni di poesia come pure presso alcuni concorsi organizzati in provincia di Messina.

 

Da anni è socio ordinario all’A.S.A.S. di Messina dove collabora e contribuisce nel suo piccolo per diffondere nelle nuove generazioni le tradizioni culturali popolari e della lingua siciliana.

 

Nel 2018 ha partecipato alla II edizione dell’Estemporanea di Pittura e di Poesia “Luoghi e scorci paesaggistici di Briga Superiore” organizzata dall’Associazione Pro Loco Briga superiore e dall’Associazione Asas, ottenendo il PRIMO PREMIO per la poesiaIl Soffio del tempo”.

 

Attualmente ha partecipato al “Premio internazionale Asas 2019” ottenendo il Premio “Segnalazione Speciale” sez. C3 per la poesia “Scorci di vita”.

 

 

 

 

SCORCI DI VITA

 

 

Un puntino, un ritorno

 

Un rimando!

 

Ricordo sorrisi

 

strappati nell’aria,

 

ricordo giochi di un tempo,

 

tra sbiaditi ritratti

 

confusi da fotografie.

 

Scorci di vita,

 

di anni trascorsi,

 

sembravano eterni e infiniti.

 

Il Natale di un tempo,

 

“impegnato” da statuette

 

e deliziato da luci colorate,

 

rallegravano “una piccola capanna”.

 

Mi piaceva osservare le splendide

 

lucine che infiammavano

 

Il mio viso e l’odore del

 

muschio che si perdeva nell’aria.

 

I fuochi accesi di un anno

 

Ormai trascorso,

 

Lasciava il posto ad un nuovo anno

 

da scoprire.

 

Scorci di anni passati tra

 

Spensierate canzoncine,

 

margherite e rose profumate,

 

coloravano i prati che sembravano

 

incantati.

 

Difficile pensare all’innocenza smarrita,

 

Tra anni di gloria, alternati, da false speranze,

 

da Visi incerti e chiusi dietro “ipocrisie”

 

disinteressate, superate poi, da

 

ritorni trionfanti.

 

Sono ricordi di un candido passato,

 

Ritrovato nelle nascoste e più profonde

 

Carezze di un’infanzia,

 

Che sembrava eterna,

 

ma ormai dimenticata.

 

 

 

 

IL SOFFIO DEL TEMPO

 

 

Vorrei andare verso

 

boschi inesplorati,

 

vorrei trovare la

 

quiete nascosta,

 

dove più chiaro si ascolta

 

il silenzio dei rami.

 

Essi ondeggiano nel vento,

 

Che leggero si posa,

 

sui leggiadri pensieri,

 

e sulle inquietudini del tempo.

 

Tempo d’incertezza e di

 

Sgomento che viene spezzato

 

All’improvviso, dalla concretezza

 

e dallo stupore degli eventi.

 

Soffio un sospiro leggero,

 

scosto lo sguardo,

 

e sento la tua mano distratta

 

che accarezza il mio viso,

 

sciogliendo come d’incanto

 

la “malinconia”.

 

 

 

 

 

 

 

A NOSTRA MATRI TERRA

 

 

 

 

Chiovi, ‘a terra vogghiu accarizzari

 

Pirchi‘i so’ frutti m’ava a dari,

 

E di tutti ‘i so’ figghi

 

Nun s’ava a scurdari.

 

Stolitu è chiddu chi tanti voti ti voli danniggiari

 

Pirchì nun si voli mai accuntintari.

 

E adduma ‘u focu oi e tagghia arvuli dumani,

 

Nenticchiu’ ti voli lassari,

 

Tutti ‘i to’ biddizzi voli ruìnari.

 

Ma tu, comu na granni Matri

 

Punizioni duni.

 

‘Nni ‘nsigni chi nenti semu,

 

E pi quantu cosi consenti di fariti livari

 

Tuttu a te av’a turnari.

 

Puru l’omu accussì  superbu

 

E pussenti ‘i so’ suspiri e lamenti

 

T’ava ‘a lassari e unni te, un jornu av’a turnari.